riflessi
100° di Bruno
Bruno5 giugno 2021 - Passato un secolo dalla nascita non riesco ad immaginare la sua infanzia. Ogni epoca ha i suoi problemi, ma in questi tempi che svelano la nostra vulnerabilità, non riesco a paragonare le difficoltà. Impossibile parlare di una persona cara senza cadere nei luoghi comuni, ma non credo di sbagliare se considero estremamente coraggioso un ragazzino, orfano di padre, che partecipa al sostentamento della famiglia con un lavoro anche pericoloso, come maneggiare ordigniBruno marinaio inesplosi nell’isola della Certosa. Cresciuto in fretta, ciò che ha imparato è in gran parte frutto della sua curiosità, della tenacia e dell’esperienza. Con il passare degli anni mi accorgo che molti aspetti del mio carattere, la creatività e una indole anarchica, sono doti che Bruno, mio papà, mi ha trasmesso. Non c’è giorno che affronti una situazione senza che mi venga in mente un suo consiglio. Con le sue azioni o qualche semplice frase, mi ha sagomato, non fino a darmi la forma liscia e perfetta degli oggetti che torniva magistralmente, ma lasciandomi la libertà di crescere e diventare l’individuo che sono. In effetti, per molti aspetti, ho saputo fare da solo, cadendo mille volte in errore. Naturalmente abbiamo avuto anche scontri e ancora adesso mi pento di frasi azzardate che ho usato. Pure se era ostinato (ho preso anche questo da lui?) sapeva ripristinare l’armonia perché, In fondo, ero il suo cucciolo e desiderava per me un’esistenza più serena della sua. Mi ha trasmesso la curiosità per il mondo e scherzava dicendo che era andato in marina per vedere nuovi luoghi ma non si era mai mosso da Venezia. Così ho viaggiato i suoi sogni, attraversando paesi esotici che leggeva in libretti da 50 centesimi di Emilio Salgari, che ancora conservo gelosamente, e ho visitato i luoghi dei documentari guardati avidamente con lui. Poi sono volati gli anni e da figura di riferimento e sicurezza si è fatto dolcemente fragile, anziano da accudire. Sono grato alla vita per averlo potuto godere fino a 90 anni. Non so quanto è stato orgoglioso di me, sicuramente mi ha amato con tutto il cuore.
etichette birra
A questo evento ho dedicato la prima birra prodotta con il nuovo bidone di fermentazione da 50 litri: “IPA 5 giugno” per la quale ho disegnato una etichetta speciale in quattro colorazioni. Cinquantotto bottiglie da bere alla sua memoria e alla nostra salute.
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il portatore di banane
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giovedì, 24/06/2021
 
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