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Brindo agli intellettuali che non incentivano le guerre, ma che sanno sopportare i loro conflitti interiori. Che dentro il cuore portano una guerriglia in movimento e il lacerante dolore di una ferita che non si rimargina. Perché vorrebbero che il mondo fosse un immenso luogo di pace e, al tempo stesso, non conoscono la pace dentro di loro. E tutte le ingiustizie, che vorrebbero sconfitte, trovano un angusto rifugio nel loro cervello. Perché questi uomini sopportano sul petto un duro peso che penetra nel profondo di ognuno. Sono esseri infelici che, nonostante questo, trasmettono agli altri uomini un messaggio di bellezza e di remote speranze.
- da “Pallide bandiere” di Paco Ingnacio Taibo I -
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